ha qualcosa di magico che riesce a unire bambini sognatori, adolescenti in crisi, lavoratori con la terza media, analfabeti, donne fedeli alla casa, pescatori e persino preti.
Salvatore, regista di successo ma insoddisfatto nella vita, decide di ritornare nel suo paese d’origine dopo la morte di un vecchio amico. Salvatore nasce nel Secondo dopoguerra a Giancaldo, paesino della Sicilia, da una madre protettiva e fedele al marito disperso in Russia. Stringerà un’amicizia con Alfredo, unico proiezionista nel cinema del suo paese. Giancaldo gli regalerà tante cose, l’amore per il cinema e per Elena, ma sarà anche il motivo per cui dovrà andare avanti con la sua vita.
“Nuovo Cinema Paradiso” è un film di grande bellezza per via della narrazione, per le scene di Giuseppe Tornatore e per la musica d’impatto di Ennio Morricone. È un film d’informazione perché viene mostrata l’evoluzione del cinema, che passa da un piccolo mezzo per sognare, controllato e pericoloso, per via degli strumenti altamente infiammabili, a un linguaggio espressivo globale. Riusciamo a capire la Sicilia del dopoguerra, le sue opinioni e i suoi problemi.
Capiamo in che cosa può credere Alfredo (Philippe Noiret), un proiezionista arreso, Elena (Agnese Nano), una ragazzina che si ribella ai genitori o Maria (Antonella Attili), una madre e in particolare quella del protagonista. Con gli occhi di Salvatore vediamo il mondo di un piccolo sognatore, quello di un innamorato e poi quello di un emigrato, costretto ad affrontare dolori e nostalgia da cui ha sempre cercato di tenersi a distanza. La realtà di “Nuovo Cinema Paradiso” è una realtà che spaventa, perché riunisce tre paure fondamentali e presenti in tutti noi, la paura del presente, del futuro e del passato. Insieme al protagonista apprendiamo che la riscoperta del passato è quella che ci insegna di nuovo ad amare.
“Nuovo Cinema Paradiso” è uno dei tanti dizionari del cinema, fondamentali per la storia dell’evoluzione del cinema e per i suoi regali, sotto forma di emozioni. Nel film non si riscopre solo un’arte, ma anche il suo luogo di nascita, il cinema come edificazione. Questo film è importante per non dimenticare, per tenere vivo un luogo d’arte che con il tempo si sta estinguendo per via della comparsa di nuove tecnologie, come viene fatto notare anche nel film. Il film di Tornatore vince il premio Oscar come miglior film straniero nel 1990, dopo un insuccesso al botteghino, diventa un classico mondiale.
Giuliana Lucarelli
