– Se perdi il tuo scopo è come se fossi rotto. –
Diretto dal pluripremiato Martin Scorsese e tratto dall’omonimo libro di Brian Selznick, “Hugo Cabret” ci accompagna per tutto il film con l’idea dietro questa battuta.
Anni ‘30, Hugo (Asa Butterfield) vive nella stazione ferroviaria dove fa il custode degli orologi, costretto a nascondersi dall’ispettore della stazione che lo manderebbe all’orfanotrofio. Come unico ricordo ha un automa giocattolo che insieme al padre, morto in un incendio, aveva incominciato ad aggiustare. Ma quando farà la conoscenza di Isabelle (Chloë Grace Moretz), figlia adottiva di un giocattolaio di nome George Méliès (Ben Kingsley), la vita di Hugo si colorerà di avventure e di sogni.
Nonostante sia il primo film 3D diretto da Scorsese, la pellicola ha un grande successo guadagnandosi cinque premi Oscar e altrettante candidature specialmente per Miglior scenografia, Migliori effetti speciali e Miglior fotografia; inoltre Martin Scorsese è premiato al Golden Globe per la Miglior regia. Lodato per la sua capacità di emozionare e celebrare la memoria visiva, il film rivive magicamente gli inizi della storia del cinema esplorando la sua magia con pellicole come “L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat” dei fratelli Lumière e di “Viaggio nella luna” di George Méliès. “Hugo Cabret” rimane un’opera peculiare e audace come capolavoro visivo della filmografia di Scorsese, capace di unire l’amore per la storia del cinema con la più avanzata tecnologia digitale e di trasmettere un profondo messaggio sul senso della vita.
T. M.
